2016: Tre palchi per tre programmi di grande qualità

posted by AleJazz, In Dicono di Noi

In questo articolo si parla di: Fano Jazz By The Sea

Main Stage, Young Stage, ma soprattutto spazio all’immigrazione su Exodus Stage

Lo scorso anno, Jazz Vanguard ha recensito per i suoi lettori l’edizione 2016 di Fano Jazz By The Sea (qui la recensione completa): ripercorriamo insieme le caratteristiche più apprezzate della ventiquattresima edizione del festival.

Partiamo dai numeri principali.

Tre palchi, artisticamente differenti: Main Stage, Exodus Stage e Young Stage.

24 i concerti, di cui otto gratuiti.

80 i musicisti, dai grandi nomi del jazz internazionale ed italiano ai giovani talenti (anche marchigiani).

Impossibile contare, invece, le iniziative collaterali: dalle mostre alle presentazioni di libri, dai concerti-aperitivo alle escursioni-concerto in mare.

Per dieci giorni, Fano sarà l’indiscussa capitale musicale d’Italia, ospitando la XXIV edizione di un festival, nelle parole di Jazz Vanguard, “da tempo riconosciuto come uno dei principali eventi jazzistici nazionali dell’estate”.

Ancora una volta Fano Jazz Network fa centro, grazie all’attenta direzione artistica di Adriano Pedini, alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano, e al sostegno del Ministero delle Attività Culturali MIBACT e della Regione Marche.

Tra le principali novità, l’edizione 2016 di Fano Jazz By The Sea propone “Gli echi della migrazione”, sezione che affianca all’intrattenimento diverse occasioni per riflettere insieme su questa difficile tematica.

Quale mezzo di comunicazione se non la musica, in particolare il jazz, può offrire spunti interessanti per parlare di inclusione?

In quanto “musica di migrazione per antonomasia”, il jazz si mostra essere “un veicolo adatto a diffondere un messaggio di solidarietà e di accoglienza oggi più che mai indispensabile”.

Sarà infatti la Pinacoteca San Domenico ad ospitare le quattro solo performance pomeridiane ad ingresso gratuito, di musicisti e con musiche che fondono culture diverse ed invitano al dialogo: il trombettista Luca Aquino, il percussionista Michele Rabbia, i sassofonisti Dimitri Grechi Espinoza e Gavino Murgia (“specialista delle launeddas, tra i simboli del folklore della Sardegna”).

Anche quest’anno Fano Jazz By The Sea si conferma un’importante attrattiva turistica ormai consolidata nel territorio fanese, in particolare grazie ai concerti del Main Stage, palco principale del festival, che ospita i nomi di punta del panorama jazz odierno.

La prima ad esibirsi sarà l’israeliana Noa, oltre 15 anni dopo il suo precedente concerto, che proporrà brani di repertorio ma soprattutto della sua ultima fatica discografica “Love Medicine”, al fianco del suo storico collaboratore, il chitarrista Gil Dor.

Nei giorni successivi, il Main Stage ospiterà quello che Jazz Vanguard definisce “il gruppo più in vista dell’estate 2016, ovvero un autentico supertrio formato dal chitarrista John Scofield, dal pianista Brad Mehldau e dal batterista Mark Guiliana (presente nell’ultimo album di David Bowie, Blackstar)”. A seguire, gli Yellowjackets, pionieri della  fusion music, ed il Volcan Trio, “che riunisce eccezionalmente tre icone del latin jazz quali il pianista Gonzalo Rubalcaba, il batterista Horacio “el Negro” Hernandez e il bassista Armando Gola, tutti di origine cubana”.

Alla Corte Sant’Arcangelo ha trovato spazio il panorama italiano, con lo Special Quartet di Roberto Gatto, “il più versatile dei batteristi italiani”.

Una serata ad ingresso gratuito sarà dedicata al profondo rapporto tra jazz e cinema: “in coincidenza con la ricorrenza dei 50 anni di Blow Up, un ensemble costituito appositamente dal tastierista pesarese Eugenio Giordani riproporrà al Teatro della Fortuna le musiche concepite dal pianista Herbie Hancock per il capolavoro di Michelangelo Antonioni”.

Tre saranno le esposizioni che illustreranno invece la relazione fra musica e arti visive: la mostra di arte contemporanea SoundNoSound di Alessio de Girolamo e Giovanni Gaggia, la mostra di disegni Sketch of Fano Jazz del vignettista Mauro Chiappa, e la mostra Reflection di Ferdinando Fedele.

Largo ai giovani talenti nella rassegna Young Stage, ormai tradizione di Fano Jazz By The Sea, ospitata da una location di grande suggestione quale la Chiesa di San Francesco, in cui avremo l’opportunità di conoscere i “musicisti che attestano la grande vitalità del jazz italiano” e il loro progetto “Un pianoforte per L’Aquila”.

Continua quindi il percorso iniziato dal team di Fano Jazz Network nel settembre 2015, partecipando al contributo del jazz italiano, gestendo 3 dei 17 palchi ospitati dal capoluogo abruzzese.

Tra gli artisti anche il trio del pianista Emilio Marinelli, uno tra i jazzisti marchigiani più rinomati, e il contrabbassista salentino Matteo Bortone, vincitore del “Top Jazz 2015” del mensile Musica Jazz come “miglior nuovo talento italiano”.

Da non dimenticare anche l’esibizione in ben 20 locali del Centro Storico e del Lungomare dei giovani musicisti delle scuole di Fano e Pesaro, che accompagneranno l’aperitivo.

Riconfermata anche l’iniziativa nata l’anno precedente dalla partnership con ESATOUR: le escursioni sul Caicco Regina Isabella, partite dalla Marina dei Cesari per raggiungere il Sottomonte del Parco San Bartolo. Escursioni che raddoppiano, ospitando sia i Welcome To The Jungle, che il duo del bandoneonista Daniele Di Bonaventura e dal chitarrista Maurizio Brunod.

Tra le attività didattiche abbiamo invece potuto apprezzare la lezione-performance del percussionista Peppe Consolmagno “Per…formando – SpecialMente Integr’Azione”, che ha coinvolto i giovani del centro, e “Open Piano”: “durante le giornate del Festival, chi vorrà potrà suonare il pianoforte messo a disposizione dalla MEMO – Mediateca Montanari”.

Imperdibile anche la presentazione del libro “BAM, il jazz oggi a New York” di Nicola Gaeta e Uri Caine, con il sottofondo musicale di Enzo Boddi.

Anche nel 2016 Fano Jazz Network ha indetto il concorso in collaborazione con l’Università Carlo Bo di Urbino, volto a trovare giovani di talento all’interno del corso di laurea in Comunicazione, da coinvolgere nelle strategie comunicative del festival.