FJBTS, il festival che celebra l’inclusione

posted by AleJazz, In Dicono di Noi

In questo articolo si parla di: Fano Jazz By The Sea

Dai grandi nomi internazionali, al jazz italiano, fino al panorama emergente

A ormai pochi giorni dall’inizio del 25esimo Fano Jazz By The Sea, vi proponiamo la recensione dell’edizione dello scorso anno scritta da Libero Farnè per All About Jazz, che esalta l’abilità degli organizzatori di trovare sempre nuove formule con cui stupire il proprio pubblico (qui la recensione completa).

Si è trattato infatti di un’edizione rinnovata sotto multi punti di vista. A partire dalla location, che si sposta dal mare e dai luoghi all’aperto verso l’Anfiteatro Rastad e spazi chiusi come la Chiesa di San Domenico e il Teatro della Fortuna, descritti da All About Jazz come “edifici restaurati negli ultimi decenni e deputati ad eventi pubblici, […] contenitori ideali per capienza, caratteristiche acustiche e climatizzazione.

Da un punto di vista più artistico, il festival non si smentisce. La direzione artistica di Adriano Pedini centra ancora il bersaglio, recuperando esponenti storici della fusion, garantendo la componente spettacolare, ma lasciando spazio anche a nomi emergenti e a momenti dedicati all’attualità.

Stiamo parlando del ciclo pomeridiano “Gli echi della migrazione” (anche lo scorso anno ospite della Pinacoteca San Domenico di Fano), che ha proposto un mix di melodie, suoni e gestualità di varia provenienza geografica, e tra i cui ospiti ritroviamo anche Gavino Murgia, che ha riproposto ancora una volta al pubblico del festival la musica della sua Sardegna.

Tra i grandi nomi dei concerti serali, invece, troviamo il quintetto di Kenny Garrett, alla terza partecipazione al festival così come gli Yellowjackets, oltre al jazz latino del cubano Volcan Trio di Gonzalo Rubalcaba.
Alla Corte Sant’Arcangelo, invece, “ha spiccato la proposta più attesa e innovativa: il trio Phronesis in esclusiva italiana”.

Spazio anche al jazz nazionale con “l’apparizione del nuovo quartetto di Roberto Gatto, messo assieme appositamente per Fano Jazz by the Sea 2016, includendo due dei jazzisti frequentati recentemente dal batterista romano a New York”: il tenorista spagnolo Javier Vercher e l’americano Sam Yahel al piano hanno infatti accompagnato il basso elettrico di Dario Deidda.

Riconfermato anche lo spazio dedicato ai giovani gruppi nell’ex chiesa di San Francesco, “rimasta diroccata e a cielo aperto dopo il terremoto del 1930”.

La rassegna “Young Stage” ha infatti ospitati nomi importanti del panorama emergente italiano, tra cui il Matteo Bortone Trio, che ha sorpreso il pubblico “dando vita a situazioni diversificate e mai banali”.


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